EDITORIA: COSIMO LUPO LASCIA MA QUEL CHE ACCADRA’ DOPO NON IMPORTA

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Ciao Mino, stanno stampando il tuo libro”. E’ il 29 giugno 2011 e Cosimo Lupo mi informa che il mio “Cucina Interiore” sta prendendo vita e forma, e che si avvicina così l’inizio di un mio percorso narrativo che si rivelerà prezioso, a tratti sorprendente, e ricco di significati. “Diamoci una mano a vicenda – aggiunse Cosimo lo stesso giorno – il periodo è terribilmente difficile”. Parliamo di sei anni fa, quando la situazione editoriale, l’attenzione dei lettori e sui libri era persino migliore della drammaticità esplosa invece ora, nell’ultimo biennio in particolare.

Non ricordo esattamente se la prima volta in cui conobbi di persona Cosimo fu direttamente per firmare il contratto di edizione di “Cucina Interiore” ma ricordo bene che, dopo averci scambiato due chiacchiere, ero fortemente entusiasta e convinto di dover pubblicare proprio con lui. Nel corso dei nostri percorsi quotidiani, nei vari ambiti professionali, sociali, formativi o sentimentali che siano, accade raramente di avere queste sensazioni nette con determinate persone, più o meno grandi che siano, assolutamente sconosciuti o conosciuti a noi. E’ il riflesso che cerchiamo che ci colpisce. Probabilmente è quel pezzo che ci manca o che facciamo fatica a vedere di noi stessi e che allora cerchiamo negli altri, per completarci. Leggiamo passione e la riconosciamo immediatamente. Credo fortemente che Cosimo abbia suscitato in molti questa sensazione; almeno una volta. La lettura immediata di una forte passione.

Di certo, ricordo bene invece il mio primo arrivo in casa editrice, ed il rifare tre volte quella facile strada provinciale, per entrarci: “Superata quella rotonda non puoi sbagliare! C’è una piccola casa di campagna sulla strada che da Monteroni porta a Copertino, la ritrovi subito sulla destra”. Avevo da poco la mia vecchia piccola Twingo e finalmente, con notevole ritardo, arrivai in sede un giovedì di inizi marzo del 2011. In coda alla struttura, fu finalmente confortante vedere il grande logo di Lupo in vetrina, con una libreria ben visibile all’interno e con dietro un mondo nascosto che pulsava, che si faceva annusare: fatto di cartoni, libri, storie custodite, confortanti ordini e dinamici disordini. Ora che scrivo, ricordo di aver incontrato Valerio Daniele quella mattina; passò per salutare o parlare con Cosimo. A fare un passo indietro da qui, la sede di Lupo Editore era immersa in uno scenario fantastico, irreale perché fin troppo naturale: uno scenario di una casa in campagna, di una libreria al suo interno, di libri su libri che attendevano scrittori, lettori o musicisti, illustratori o grafici, correttori di bozze e tipografi pronti ad incontrarsi apparentemente casualmente; tutti, nessuno escluso, che attendevano di contribuire a creare momenti. Momenti di riflessione, di incontri, di conoscenza, di luoghi nuovi, e che già sorridevano internamente all’idea che stava tutto prendendo forma in qualche Ululato, in qualche rassegna, in nuove risposte ad altrettante domande.

Al centro di tutto questo, inconsapevole e folle, vi era Cosimo che mi raccontò di come fino a poco tempo prima, dal 1985 al 2000, lavorasse invece in una banca, e di come si sentisse rinchiuso negli uffici sotterranei di quel caveau. Mi raccontò di come poi un giorno decise di dare le dimissioni, per buttarsi in questo sogno reale dal nome “Lupo Editore”. Fu quella mattina di marzo che firmai il contratto con Lupo; era presso la sede della casa editrice di Cosimo. Quel che successe dopo, in fin dei conti, non ha importanza.

Facendo qualche passo indietro, mi ha sempre colpito l’incontro che Cosimo fece con Maksim Cristan, ed il suo “Fanculopensiero”, perché riassume molto dello spirito che ha dato vita a tutto ciò. Fu Cosimo ad incontrarlo nel centro storico di Lecce; acquistava abitualmente i pensieri che Maksim vendeva, per strada,  per sopravvivere. Un giorno però Cosimo gli chiese di acquistare tutti i suoi pensieri: aveva in mente un libro e questo venne effettivamente poi pubblicato e venduto per strada, direttamente dalle mani dell’autore. Fu l’inizio. Quel che successe dopo, in fin dei conti, non ha importanza.

Fra i tasselli del mosaico, l’ululato più bello forse, quello della scrittura che sconfina nella musica, quello che Cosimo stringe, abbraccia forte, donandolo poi ad una terra intera, catturata dal suo stesso accento identitario forte, scolpito e poetico, che le appartiene: Mino De Santis e la creazione dell’etichetta discografica “Ululati”. Non c’è molto da aggiungere, è una storia semplicemente bellissima, che parla da sola.  “Me ne fotto, me ne fotto, prendo il treno delle otto. Me ne voglio andare via e vaffanculo alla fatià. Non sopporto questa gente che non ama il non far niente, gente che si mette sotto dalle sei alle diciotto. Me ne scappo giovidia e col treno arriverò verso quello che non ho. Addhuru vai, addru vai, pija ‘na seggia assettate quai. ” Quel che successe dopo, in fin dei conti, non ha importanza.

Scalfito nel tempo, la pelle diventa più ruvida e colpita, ma fino alla fine è sempre bastato poco per riaccendere passione. Tuttavia Lupo ora chiude e si rassegna, proprio lui che di rassegne ne ha realizzate tante. “Porca Miseria!” C’è questa libreria, un bar, questo chiostro, si il comune pare, il festival, la poesia, questo è il numero, l’accordo, sentiti con lui, non mandare a questa mail, si pronto, fatture, interesse, attenzione, c’è questo assessore, veniamoci incontro, d’accordo, deluso, diritti, certo è, benissimo, pubblica l’intervista, il periodo è terribile, difficile, riscontro, ti invio, il bando, lo hanno trovato, ci proviamo, ti abbraccio, ti ascolto, proviamo ad aprire forse a Lecce, arriviamo, sei interessato, presenta, bellissimo commento, recensione, rinuncio, mi spiace anche oggi non posso, chiamami, ma come faccio, diritti, ti volevo presentare, applausi, mi piace, condivido, non ricevo più, macero, microfono, come posso, eppure, sconto, soluzione, e come facciamo, salutiamo, regalo, non posso, autori, una mano, concorso, gallipoli, mizar, billy, bari, otranto, regionale, premio, siae, si legge meno, non si legge affatto, sempre peggio.

E’ possibile pesare e quantificare il valore aggiunto di una casa editrice? Il contribuito dato, l’identità favorita? E’ possibile che si chiuda in questo modo? Io stesso l’ho scoperto per caso. Temo inevitabile indifferenza. Ho suggerito a Cosimo di chiudere con una serata, con un ultimo ululato. Chissà con un falò per bruciare insieme le occasioni perdute, i silenzi rumorosi, per vedere con i nostri occhi e prendere maggiore consapevolezza di quello che stiamo facendo in questi anni. Bruciare libri non letti, non venduti. Prima chiudono i negozi di musica, poi le piccole botteghe, poi le redazioni si restringono, le librerie vendono piadine e souvenir ma sopratutto si assomigliano sempre più a vicenda; la maggior parte di quelle che resistono alla loro poetica ed intima purezza, invece poi chiudono. Nelle piazze, nelle sale, nei chiostri ci si incontra sempre meno, le piazze sono vuote, le case editrici chiudono, così come le etichette. Non ci chiediamo più neanche dove andiamo. C’è un falò da accendere, dovremmo contribuire tutti a farlo, per prendere coscienza di quel che ci accade, e rendere onore a chi ha semplicemente creduto a qualcosa. E’ un funerale a cui dovremmo partecipare tutti. Al di là di come andrà, tutto il resto costruito, fatto e vissuto resterà: un indefinito contribuito alla nostra capacità identitaria di questa epoca smarrita. E davvero non importa quel che accadrà dopo.

Maria Pia Romano, Luciano Pagano, Daniele Semeraro, Dino Ticli, Pierpaolo Lala, Luigi Saccomanno, Osvaldo Piliego, Giuseppe Triarico, Elisabetta Liguori, Marco Tarantino, Chiara Cordella, Pierluigi Mele, Alice Guerrieri, Carlotta Lezzi, Raimondo Orsini, Alberto Colangiulo, Stefano Donno, Fulvio Palese, Ada Fiore, Vita Iaia, Simona Cleopazzo, Marco Vetrugno, Giuseppe Cristaldi, Rosaria Iodice, Gianluca Conte, Davide Carboni, Francesco Cortonesi e tanti tantissimi altri…

Quel che accadrà dopo, in fin dei conti, non ha importanza.

Mino Pica, un lupo

“Ero spinto e portato a fare l’editore, ero uno che non sapeva stare al di fuori da questo mondo” . Cosimo Valter Lupo.

 

Questo il messaggio di Cosimo Lupo pubblicato lunedì 1 gennaio 2018:

UN NUOVO CAPITOLO

“Con il lavoro che avevo scelto di fare, mi aspettavo che la mia vita sarebbe stata diversa. Mi immaginavo lunghe giornate a leggere manoscritti che avrebbero cambiato la storia della letteratura, conversazioni rivoluzionarie con scrittori illuminati, riunioni di redazione che sarebbero proseguite con memorabili serate in trattoria. Avevo creduto di poter ripetere facilmente l’esperienza dell’Einaudi di Vittorini, Calvino, Pavese, Valentino Bompiani. Avevo dimenticato che l’editore non è solo un appassionato di libri, un animatore culturale, ma è fondamentalmente un imprenditore, con tanto di partita iva, versamenti inps, obblighi fiscali, studi di settore, istat, banche, equitalia, bilanci depositati, cravattari, faccendieri, ecc. ecc. … (cit)

Quanta felicità nella ricerca della felicità ma quanto dolore, quanto sacrificio per chi mi è stato accanto.
Oggi 1 gennaio 2018 a 54 anni suonati trovo finalmente il coraggio di abbandonare il campo, di chiudere definitivamente l’avventura. Addio poeti , cantori e registi illuminati, addio inventori di mondi, addio romanzi, novelle, addio amore mio.

Tanti sinceri auguri a chi ha collaborato direttamente o indirettamente a chi con me ha scommesso e con me ha perso.

Prometto solennemente che leggerò tutte le centinaia di proposte ancora in attesa. A tutti gli autori pubblicati, oltre 600, infiniti auguri affinchè ritrovino l’editore perduto, l’editore che saprà gestire meglio le preoccupazioni, le gioie, le lamentele, le fisime, i capricci, le presunzioni e le vanità.

Speravo di trasformarmi in un libro invece Edoardo Winspeare ha voluto ispirarsi alla mia figura di editore per “trasformarmi” in Film “La Vita in Comune”… il più bel regalo della mia vita.

Ora spero di trasformarmi in un uomo nuovo … porterò al macero i sogni di carta per un nuovo progetto , un nuovo viaggio ” BAGAGLI CULTURALI” .

Un arrivederci quindi e tanti sinceri Auguri a tutti.

P.S.
Il Marchio ed il Catalogo “Lupo Editore” verrà ceduto ad una Società Editoriale.