#TRATTODA – EPOCHE NUTRIENTI

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Tratto da Cucina Interiore (Mino Pica, Lupo Editore, 2011) – pag. 60

EPOCHE NUTRIENTI

Ingredienti (da assumere in caso di):
– Tempi
– Identità
– Aver vissuto dal 2000 al 2010

consigli d’uso: Per una migliore efficacia, ascoltare durante la lettura: Modern Man (Arcade Fire).

“Ci sono epoche e tempi che segnano la storia di chi non abbiamo mai conosciuto, ci sono epoche e tempi che viviamo e che non sappiamo neanche definire. Ci sono stati gli Anni ’20, ’30, la guerra, i ’60, i ’70 e persino gli ’80, ma dai Novanta in poi il sovrappeso di identità disperse e poco nutrienti hanno persino suggerito di lasciarci andare, per non sprecare fatica e dizionari. Epoche sospese, a cavallo di una modernità che ha cambiato i nostri ritmi e vizi, esattamente come è abituata a fare dalla notte dei tempi in maniera periodica e naturale, ma che questa volta non sembra aver segnato in maniera significativo le nuove mode, le nuove correnti o i movimenti.
Si parla ancora della bellezza di una moda di trent’anni fa, si parla ancora della musica di quarant’anni fa, si parla sempre di anni fa, e i libri di storia, di correnti, di arte, di espressioni e di lotta si fermano al gelo delle guerre, al calore di dibattiti e pace, mentre si è incapaci di andare oltre, oltre ciò che ci è stato insegnato, oltre a ciò che si dovrebbe poi insegnare a chi non conosceremo mai.
Scintille di reazioni e di espressioni a volte accendono in noi la voglia di firmare e contrassegnare il nostro tempo; la simbologia di una definizione è morta soffocata dalla fatica di pensare, la definizione stessa ha perso ogni primitivo significato; la moltitudine schiaccia, l’individualismo è sotto terra e marcia senza curarsi di cosa si lascia dietro e di cosa può trovare al di là della propria testa.
La forza di chi continua a marciare è l’unica risposta al generale ozio passivo di una massa che si nutre con flebo di schermi, rate, format, farmaci, surgelati, acquisti inutili e pubblicità, senza alcuna ricetta prescritta dal proprio medico.
cucina-interiore1L’incertezza della condivisione è figlia della debolezza individualista; la forza di un’idea, di un pensiero, dell’essere e del fare, non ha bisogno di confini, approvazioni e regole partecipate, va avanti assorbendo sporco e pulito, trasparente e apparente senza avere bisogno di null’altro.
Come definiremo gli anni 2000, gli anni 2010… se questi in silenzio ci hanno lasciato
un senso di vuoto collettivo? Sarà davvero possibile, basterà soltanto ricordare due o tre personaggi storici di basso profilo, il profilo di facebook, qualche attore e cantante pop, l’ennesima inutile guerra o la prostituzione di un intelletto venduto per la comodità di tutti… basterà davvero questo per definire questa ultima vecchia epoca moderna?
Contiamo su noi stessi, sul nostro individualismo, sulle nostre idee e su chi appartiene ad un sistema ereditato da qualcuno di cui non si conosce nemmeno il nome. Anonimi andiamo avanti, in un tempo senza tempo, in un’epoca imprigionata all’interno di mura che non ci preoccupiamo di abbattere, scavalcare o abbracciare”.