IL CONTO DEGLI AVANZI – STEFANO ZUCCALA’

Il conto degli avanzi di Stefano Zuccalà (Lupo Editore, 2011)
ISBN: 978-88-96694-71-8
pagine: 197

Pochi giorni fa, come spesso mi è accaduto in questi ultimi anni con ciddì o altri libri, un semplice baratto mi ha fruttato la lettura de “Il Conto degli avanzi” di Stefano Zuccalà.
Ci siamo incrociati alla sagra del diavolo di Cutrufiano, eravamo reciprocamente interessati ai nostri ultimi libri ed ecco servito…il conto.

Ho appena terminato di leggere questo libro, una pubblicazione che mi ha piacevolmente colpito. Nella povertà diffusa dell’espressione contemporanea, congelata a retromanie e mancanze di ricerche di significati e testimonianza, Il Conto degli Avanzi è invece sicuramente un libro degno di nota:
per la scelta della forma narrativa, per la capacità compositive e le atmosfere create: per le domande velate nei puntini di sospensione fra lo sfogliare le sue pagine, per le velate risposte che in alcuni brani mi son mancate e che invece a volte mi hanno portato a diverse riflessioni. Un realismo contemporaneo, quello narrato, e la famigliareità di tanti personaggi, diversi ma legati fra loro da solitudine e percorsi da conoscere o ignorare razionalmente. Non tutte le tracce hanno la stessa intensità ma in fin dei conti, al chiudere il libro, va bene comunque, d’altronde la quotidianità collettiva ed il suo flusso non vive certo sulla stessa frequenza. Ritornando alla struttura narrativa, da tempo, anche con i miei scritti o con le mie attività cerco novità di linguaggio ed in questo libro ne ho trovato finalmente un pò con grande piacere.

il conto

“In fondo ciò che conta veramente è mettere a sedere i propri giorni, avvolgerli con una rete e ancorarli saldamente alla terra puntellando la rete negli angoli, feroci. In modo che i giorni non si muovano più, se non nel metro quadro assegnatogli. A conti fatti, ognuno cerca solo uno sputo di perimetro d’azione, un fazzoletto di spazio da percorrere. La propria stalla, il proprio ring”.

Stefano Zuccalà
“Lei ha detto ho bisogno dì ritrovarmi, torno nella mia città. Mi sono chiesto che bisogno ci fosse di ritrovarsi quando noi tutti in realtà non vediamo l’ora di liberarci di noi stessi fingendoci una vita piena che non arriva mai.”

Stefano Zuccalà
CITAZIONI:

“L’importante è lasciare quella scena nuda, senza un prima e un dopo, come se noi non ci fossimo neanche. Come ombre cinesi.”

Emidio Clementi